Sono un lettore curioso e vorace, ogni anno faccio fuori una cinquantina di libri, e uno dei miei problemi è quello di trovare cose da leggere. Ogni anno vengono messi sul mercato italiano 85mila libri (senza contare gli e-book, senza contare la scolastica, senza contare gli autoprodotti), significa circa 230 libri al giorno, domeniche comprese.
Con una proposta così ampia, come si fa a scegliere?
Io seguo alcune semplici regole:
- Ho un elenco di autori di cui leggo tutto quello che esce (in ordine sparso Carofiglio, Manzini, Lansdale, Robecchi, Gimenez-Bartlet, Vargas, De Silva ecc) fino a quando uno di loro non mi stufa e allora lo mollo e lo sostituisco con un nuovo amore.
- Se nei libri trovo menzionati altri libri, li valuto e, se mi pigliano, li leggo.
- Ho un paio di amici lettori del cui giudizio mi fido: se mi raccomandano un libro, lo cerco immediatamente.
- Sono curioso, quando trovo un tema che mi appassiona approfondisco in Rete e da lì trovo autori, saggi, citazioni che diventano uno stimolo per nuove letture.
- Leggo alcuni siti e alcune riviste (sostanzialmente IlPost.it e L’Internazionale) che sono una fonte di consigli assolutamente preziosi (di solito non nelle pagine letterarie o di consigli di lettura).
Non è un sistema perfetto. Anzi… il problema più grosso che fatico ad uscire dalla mia zona di lettura. Trovo libri ed autori che sono sostanzialmente in linea con il mio pensiero e non libri che mi stupiscono con punti di vista diversi o contrari al mio.
Però è un sistema che mi regala delle grandi soddisfazioni. Ad esempio quando pesco una perla. Ed eccoci finalmente al tema di oggi.
Avevo conosciuto Vasco Brondi al festival Il Richiamo della Foresta qualche anno fa. Conosciuto nel senso che lo avevo incrociato per la prima volta.
Vasco Brondi è un cantautore italiano con uno stile riconoscibile, una predilezione per i testi complessi e profondi, e con un seguito di fan che mi sembra abbastanza importante per essere comunque un autore di nicchia.
Non entro nel merito della musica, perché non lo conosco abbastanza come cantante ed autore. Fa un genere diverso dal pop (e questo mi piace) ma i suoi album finiscono quasi sempre nella Top 10 italiana.
A metà aprile è uscito un suo libro per Einaudi (aveva già pubblicato diverse cose) che ho preso e letto in un paio di sere.
Il titolo è Una cosa spirituale (Non fare niente e altre forme d’arte) ed è una sorta di diario personale della sua ricerca del rapporto tra creatività, arte e anima.
Sono 40 suggestioni (sono andato a contarle) di una o due paginette in cui ragiona sul rapporto tra arte e mondo spirituale partendo dall’esempio di alcuni grandi artisti.
È geniale.
Fulminante.
Sono dei cortocircuiti che ti fanno pensare e che ti propongono delle letture da cui continuare la tua ricerca.
La creatività è un tema che mi appassiona. I meccanismi per cui prima non c’è una cosa e poi, di colpo, la realizzi. E da quel momento è autonoma da te e provoca reazioni e nuove creazioni e creature.
Ho letto e scavato tanto su questo, eppure leggendo il libro di Vasco Brondi ho trovato tantissime nuove idee. Persino partendo da storie e libri che anch’io avevo letto.
Nuovi occhi per vedere nuove cose da vecchie storie.
Post Scriptum è uno dei pochi libri in cui le note sono una miniera di idee quasi quanto il testo
Una cosa spirituale
di Vasco Brondi
Einaudi
160 pp / 13,00 euro
