Sensazioni

Non occorre il calendario per capire le stagioni: qui bastano le sensazioni, gli odori, le esperienze che si vivono con il corpo

Me lo dice
l’odore dell’aria
quando apro la finestra
al mattino

Me lo racconta
la luce che entra diretta
sulla scrivania polverosa
quando smetto di lavorare

Me lo suggerisce
il ciarliero affaccendarsi
delle cince sui rami spogli
dell’ulivo in giardino

Me lo svela
l’affondare del piede
nella terra bruna
dell’orto

Me lo annuncia
il gocciolìo ritmico
del ghiaccio che fonde
nel torrente dietro casa

Ma più di tutto
è il corpo che si sveglia
e mi urla che
la primavera sta arrivando

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La solitudine

C’è una cresta sottile dove amo camminare: è il confine che separa l’essere solo ed il sentirsi solo.

Mentre girovago con i miei pensieri, mi piace il senso di libertà che è figlio di questa mia solitudine.

Eppure temo che, a forza di tenerli solo per me, tutti quei pensieri, quelle sensazioni, inaridiscano.

Negli anni sono diventato molto selettivo nella scelta di chi desidero avere accanto in qualsiasi momento della mia vita.

E verrà il giorno in cui sarà troppo tardi per tornare indietro, e scoprirò di stare errando nel deserto.

Eppure…

Eppure avrei diritto ad un po’ di amore.

Un amore sereno, fatto di silenziosi sorrisi, di carezze e di presenze.
Un amore che non sia battaglia ma pace.
Che non sia ricerca ma unione.
Che non sia tensione ma calore.

Avrei diritto ad un po’ di amore.

Senza spiegazioni, senza domande.
Un amore che scorra quieto e naturale, come un torrente di montagna che, senza apparente sforzo e senza deviazioni, scenda verso valle, verso il fiume grande, verso il mare.

Un amore senza stilettate, senza ansie, senza pensieri cupi che ti tengono sveglio alla notte.

Un amore semplice.
Senza iperboli, senza complicazioni, senza tremori.
Che non abbia bisogno di parole perché si racconta nei gesti e non trasforma il silenzio in arma, in ricatto, in veleno.

Eppure, avrei diritto ad un po’ di amore.