Strani fenomeni dal mondo inverso

Le prime volte che sono venuto in Valle d’Aosta cercando una casa dove potermi trasferire, mi avevano parlato del versante envers (che si pronuncia alla francese anvèrs) e di quello adret (che si pronuncia adrè). In pratica sono i due lati della valle centrale, quello posto alla sinistra orografica è quello adret (letteralmente dritto o diretto) mentre quello dall’altra parte del fiume Dora è l’envers (letteralmente inverso).

Chi vende case magnifica appezzamenti ed edifici costruiti all’adret, spiegando che il sole illumina quel versante della Valle.
Cosa che per uno che veniva dalla pianura, dove tutto è illuminato nello stesso modo, non aveva alcun senso.

Negli anni seguenti, a cena tra amici, mi capitava spesso che, magari prendendosi in giro, i valdostani si dividessero tra quelli dell’envers e quelli dell’adret.
I primi erano considerati dai secondi un po’ strani, più “tardi” degli altri, a causa della mancata esposizione al sole.
Le frasi si concludevano spesso con un “che cosa ne vuoi capire tu che vedi il sole per tre mesi all’anno” e via dicendo.

Vivendo all’adret, non mi ero mai posto il problema.
Anzi, l’estate quando andavo per sentieri all’envers, notavo che non c’era questa grande differenza.

Poi un giorno d’inverno ho capito. E la mia visione del mondo inverso è cambiata.

stelle di ghiaccio

Sui monti era scesa la neve, ma a bassa quota (il letto della Dora è intorno ai 500 mt sul livello del mare) non ce n’era proprio.
Eppure, risalendo lungo la statale da Saint Vincent verso Morgex, i campi e i pascoli a sinistra erano bianchissimi; un osservatore superficiale avrebbe potuto pensare che lì fosse nevicato, ma sembrava strano che ci fosse neve sul fondo valle e niente sulle pendici…

La sera sono dovuto passare per un paese all’envers e così ho proseguito da quel lato e subito mi sono reso conto di un fenomeno particolare.
L’umidità dell’aria (dovuta alla presenza della Dora) e il minor irradiamento solare (con le montagne che schermavano il sole) facevano sì che si formassero delle concrezioni ghiacciate in tutto e per tutto simili ai cristalli minerali.

Uno spettacolo strano e meraviglioso, tanto da fermarmi a fare qualche scatto con il telefono.

stelle di ghiaccio

Da quando vivo qui non finisco di stupirmi dei fenomeni naturali che prima in città restavano nascosti.
Cose semplici, come il percepire il cambio delle stagioni, o il modificarsi della terra nelle varie ore del giorno.
Come il canto del vento al mattino tra le fronde o l’arrivo dell’autunno annunciato dalle danze delle foglie nel cielo.

Ovviamente vale per me.
Magari altri noterebbero il freddo o la scomodità del negozio distante, ma ogni giorno che passa sono più felice di aver scelto di vivere in un luogo dove la natura detta ancora legge.

Un giorno

Un giorno proverai
cosa vuol dire essere soli.
Così soli, da bramare
un messaggio, una parola.
Così soli, da temere
di scordarsi di esser vivi.
Così soli, con il libro ed il bicchiere
a tenerti compagnia.

Tu oggi magari aneli
ad una nuova solitudine,
confondendo l’esser soli
con l’idea di libertà.
Ma domani scoprirai
quanto possano mancare
i silenzi di tuo figlio,
o le ansie per un suo ritardo.

Ed allora capirai,
ma sarà già troppo tardi
per rispondere ai messaggi
e colmare il mio esser solo.
O invece scorderai,
come ahimé spesso succede,
le parole del mio cuore,
attenta solo alla tua voce.

Così me ne resto qui,
inaridito dalla vita.
Come un tronco rinsecchito
che si staglia contro il cielo
a combattere col vento
confondendo ancora e ancora
la sua forza e la sua rabbia
con un voto di compagnia.