Vent’anni

Sarà l’aria autunnale che avvolge il mio paese, sarà l’aver avuto occasione di muovermi in giro per l’Italia e per l’Europa in queste ultime settimane, ma stamane, mentre passeggiavo con il cane, ho riflettuto sullo scorrere del Tempo (uso la maiuscola perché mi riferisco al passare dell’età biologica e allo scorrere della Storia).

Direi una bugia se negassi che, ogni tanto, mi mancano la freschezza dei miei 30 anni o l’energia inesauribile che caratterizzava quei giorni. Però aver passato i 60 porta con sé, oltre ad una discreta dose di acciacchi e problemini, anche un’invidiabile lucidità sui fatti della vita.

Sia chiaro, quando avevo 20 anni ero certo di aver capito tutto. E la stessa convinzione mi ha accompagnato allo scoccare dei 30, dei 40 e così via.

Ma adesso, pur mantenendo la convinzione di avere spesso chiara la verità, ho anche imparato l’umiltà che deriva dall’accorgersi che non sempre è così. E che, al di là del bianco e del nero, esistono tutta una serie di sfumature di grigio attraverso le quali scorre la vita vera.

Il fascino dei vent’anni è quella spietatezza nello sputare sentenze, quella facilità con cui si giudica la morale o l’etica degli altri, quell’assoluta certezza che mai, anzi “MAI E POI MAI”, noi avremmo fatto quello sgarro, avremmo accettato quel compromesso, avremmo chiuso un occhio e perdonato.

A vent’anni si prende fuoco e si reagisce in un secondo, non si dubita mai, si ha fede nei grandi valori l’Amore, la Libertà, la Giustizia, la Democrazia.

Io parlo di 20 anni pensando ai miei di 20. Oggi la società è cambiata, e spesso i 35 o addirittura i 40 sono i “nuovi 20”. Vedo persone con la pancetta e i capelli che iniziano a diradarsi, comportarsi come dei post-adolescenti.

La vita passa e ti insegna a non essere precipitoso nei giudizi, a dare alle persone un’altra chance, a prendere le distanze dalle polemiche e mettere a fuoco i termini reali di un problema.

È la virtù dell’esperienza che viene con l’età.

Forse uno dei pochi vantaggi degli anni che passano.

Bisogna solo imparare ad aver pazienza con chi non è ancora arrivato a questa fase e ti sbatte in faccia la sua giovinezza tanto feroce quanto miope, tanto bella quanto idiota.

L’istinto

È una forza potente e mutevole.
Potente perché radicata in noi. Si attiva, rispondendo a stimoli esterni, molto prima che il cervello, il pensiero senziente, comprenda cosa stia accadendo.

La scienza dice che è situato nel cervello rettile, la parte più antica e profonda del nostro encefalo. Ma a me sembra che si posizioni più tra lo stomaco e l’intestino. Oppure nel profondo dei muscoli.

Ci permette di re-agire automaticamente. Scappando o lottando. Scegliendo, senza ragione apparente, la via migliore. Trovando la via di casa o la soluzione ad un problema.

baruffa di gatti

Mutevole perché si nutre e si accresce di ogni esperienza che facciamo. E più sono accadimenti forti, più diventano parte del nostro istinto.

In realtà confina con l’esperienza. Con essa condivide il meccanismo atavico del richiamo nel momento del bisogno.

Ed è forse per questo motivo che contrapponiamo istinto e ragione.
Che, a ben pensarci, sono entrambi strumenti a nostra disposizione.
La ragione tende a bloccarci, a rallentarci, di fronte ad un evento; ci vuole tempo per analizzare i pro e i contro, per ponderare la decisione migliore.
L’istinto tende a farci agire, a staccare la parte razionale.

La saggezza si trova dove istinto e ragione si incontrano.

Bisogna imparare a fidarsi del proprio istinto. Ad accettare che le soluzioni che “saltano in mente” spesso siano quelle giuste. E magari usare il raziocinio per elaborare ulteriormente sulla prima reazione istintuale.

Siamo esseri complessi, fatti di pulsioni e sentimenti, di istinto e ragione, cuore e cervello, passione ed intelligenza. Ma non c’è dualismo, solo un’unica splendida complessità.

Accettare quello che siamo. Usare fino in fondo i nostri talenti.
Magari rigettando quegli strumenti che abbiamo realizzato per aiutarci e che invece atrofizzano le nostre capacità.

È la sfida dell’Uomo contro la tecnologia paralizzante.

L’istinto ci salverà…