Ho letto, qualche tempo fa sul Corriere della Sera (edizione Trentino), che in quella zona delle Alpi i rifugi iniziano ad avere problemi con turisti che chiedono l’aria condizionata. Le richieste arrivano soprattutto da statunitensi e da persone degli Emirati Arabi, ma -in generale – l’aumento della temperatura e la fuga verso l’alto per sfuggire al calore, ha indotto alcuni turisti “di lusso” a pretendere l’aria condizionata.
Quando mi sono trasferito a vivere in montagna la mia scelta, non del tutto ragionata lo ammetto, era motivata dalla voglia di cambiare stile di vita. Uscire dalle logiche cittadine (dove l’uomo soffoca la natura e piega la realtà ai suoi bisogni) e provare a fare un ritorno ad una realtà meno antropizzata e antropomorfa.
Sono venuto in un piccolo paese dove vivo magnificamente e con grande serenità, ma senza smussare tutte le difficoltà che vivere qui comporta.
Ho un bel giardino, pieno di piante, un’area verde popolata da decine di specie diverse di animali. Un luogo silenzioso e ventilato. Però c’è da tagliare l’erba ogni due settimane d’estate, raccogliere le foglie d’autunno, tagliare gli alberi che crescono troppo e quelli che cadono, potarli, bagnare quando è secco. Insomma, averne cura.
Intorno a noi la fauna è ricchissima: ghiandaie, picchi, cince, merli, passeri, pettirossi, corvi, falchi, ma anche volpi, tassi, faine, cervi, cinghiali, lupi, caprioli. Ma, ovviamente, ci sono anche serpenti, scorpioni, grilli talpa, zecche e via dicendo.
Dal divano di casa si apre la Valle Centrale e in fondo si staglia il Monte Bianco. Ma d’inverno bisogna spalare la neve, tagliare la legna e assicurarsi che resti asciutta per accendere il camino e la stufa, pulire le canne fumarie, dopo averli usati stufa e caminetto vanno aspirati e puliti.
Viviamo lontani dalla confusione della città, in un piccolo paese. Ma dobbiamo fare attenzione a non dimenticare qualcosa della spesa, pena ridiscendere a valle; dobbiamo andare ad Aosta per acquistare certi oggetti o a Torino o a Milano per vedere certi spettacoli.
Quello che sto cercando di dire è che quando ti trasferisci in montagna acquisti il pacchetto completo, con tutti i moltissimi pregi e i, a volte pesanti, difetti.
È una questione di cambiare noi stessi, adattandoci alla realtà, non di cercare di cambiarla.
E i sauditi e gli statunitensi che chiedono l’aria condizionata non hanno capito questo importante passaggio.
Vivere in montagna ti migliora se tu ti adatti a lei. Se cerchi di cambiarla, probabilmente ti spezza.