Una cosa nuova

Lo volevo fare da tempo e un po’ per la pigrizia, un po’ per la mancanza di occasioni, un po’ perché l’elenco delle cose che vorresti fare supera il numero delle ore a disposizione, non era mai capitato.
Invece questo fine settimana, complice Denis Falconieri che mi ha coinvolto, ho per la prima volta fatto un’uscita di sci alpinismo.

Niente di speciale (anche perché io non indossavo gli sci da discesa da almeno 20 anni, forse più), siamo saliti nel bosco e siamo scesi su pista.
Percorso non impegnativo e giornata stre-pi-to-sa!

Siamo partiti prestino, così da essere in ombra per buona parte della salita ed evitare la ressa di Sant’Ambrogio in discesa.

Sci Alpinismo a Pila

E’ stato bello.
Certo un po’ faticoso a salire, ma ero così concentrato in quello che facevo (ed avevo così paura della discesa) che la fatica l’ho sentita poco.

Quando, bloccati gli attacchi, ho iniziato a sciare sono riaffiorati i ricordi dei movimenti e sono sceso. Magari a spazzaneve per i primi tratti, sicuramente non bello da vedere e sicuramente lentissimo, ma sono arrivato in fondo.

Insomma, esperienza da ripetere.

Ma c’è un corollario a questa esperienza.
Quando siamo partiti ho automaticamente impostato il gps, come faccio ogni volta che vado in montagna, e al momento di selezionare l’attività ho scelto “scialpinismo”. Era la prima volta che mi capitava e mi ha dato una scossa.

Quando era stata l’ultima volta che avevo fatto qualcosa di nuovo?

Tutta la giornata è stata così all’insegna del provare cose nuove: dagli sci che sono molto più tecnici al modo di usarli (in salita).

Rinnovarsi e sperimentare.
Sono sempre stato convinto che fossero le chiavi per mantenersi attivi. Ma forse negli ultimi anni me ne ero un po’ dimenticato.

Oggi, grazie a questa bella uscita, ho riprovato la sensazione di fare qualcosa di nuovo. E ne sono tornato carico di energia…

La neve

C’è un silenzio speciale quando nevica.
Non solo la Natura tace, ma è come se le onde sonore non riuscissero a viaggiare tra i fiocchi di neve.

Eppure, in questo silenzio speciale, riesci a sentire il leggero crepitio causato dal posarsi di ogni fiocco sul manto che ormai copre il giardino.

C’è una luce speciale quando nevica.
Di giorno una specie di lucore diffuso, quasi giallo, preannuncia la neve. Poi quando i fiocchi iniziano a scendere, l’aria si fa tersa.

Emarese con la neve

E dopo la nevicata, tutto brilla.
Di giorno le montagne si stagliano candide contro il cielo che per contrasto appare di un azzurro sfacciato.
Di notte, la luce è amplificata dal candore del mantello nevoso. Ed è strana, perché viene dal basso invece che dall’alto, e modifica tutte le prospettive.

La neve altera tutti i nostri sensi.
L’aria sottile ti entra nelle narici e le rende più sensibili agli odori, come se risaltassero dallo sfondo.
Il freddo indirizzisce i tuoi polpastrelli e la neve farinosa sfugge alla tua presa. Oppure ti inganna, apparendo solida in superficie, ma appena appoggi il piede, la crosta ghiacciata si rompe e tu sprofondi.

La neve cambia anche le nostre emozioni.

Il Tempo sembra rallentare e tu acquisisci una calma speciale, quasi un distacco dalle cose che ti angustiano gli altri giorni.

La neve è la coltre sotto cui dorme la Natura.

Sotto la neve ho sepolto il mio cuore,
se tutto andrà bene a Primavera germoglierà.