Into the Wild

Into the Wild

E’ uno di quei momenti in cui senti tutta la pressione addosso.
E’ uno di quei momenti in cui non vuoi reagire ma fuggire.
E’ uno di quei momenti in cui hai solo voglia di stare con te stesso.

…per trovare nuovi spazi
…per misurare la tua anima
…per poterti raccontare libero

Allora tornano i ricordi di un film, che ti ha fatto pensare.
In cui il protagonista aveva il coraggio di andare fino in fondo.

Eppure è così semplice:
La verità ti rende libero
Se hai un sogno allunga la mano e prendilo.
Sii te stesso a qualunque costo e quando ti perdi torna indietro e ritrovati.

Invece tu vivi come il baco da seta, aviluppato dalla tua quotidianità.

Comodità e prigionia.
Con i sensi di colpa come secondini,
con le responsabilità come sbarre,
con le abitudini come pareti.

Ci vuole coraggio ad andare avanti.
E più coraggio a tornare indietro.
Solo lasciarsi portare non è faticoso, ma ti uccide.

Così incassi la testa tra le spalle,
chiudi il cuore alle lagnanze di chi ti circonda,
e aspetti che arrivi domani per fuggire via,
dritto verso l’estremità del mondo.

Immaginario

Mentre corro nel bosco
d’inverno,
sentire il suono di una foglia che cade.

E l’anima si trasforma in vapore
per mescolarsi al fiato,
in controluce.

Echi di passi sulla ghiaia più sopra
creano contatti che durano un’istante.
Sfiorarsi, spiarsi, capirsi
così lontani, così vicini.

Accarezzi il mosaico di pietre
che scintilla bagnato dalla notte
e riflette i freddi raggi del sole.

Così ti perdi nella poesia del gesto
che si ripete nella potenza muscolare
e si fa musica al ritmo del cuore.

Quanto lontano può portarti un altro mille
se la ripetuta si sublima nel viaggiare.

La gara

Continua a correre, succhiando l’aria
inseguendo il lampo giallo della canotta dell’avversario.
E poi insisti, sul rettifilo puoi aumentare
e tieni in curva il passo conquistato.

Stagli sotto, aspetta l’attimo, e quando passi
non lasciarlo attaccarsi alla tua scia.
Ancora un giro e una schiena sudata
che ti separa da un sogno dorato.

La campana. Non mollare. Non ora.
E i passi dietro che senti sempre più forti.
E il respiro che ti brucia la gola.
E il sangue che pulsa nel cervello.

La tribuna e la gente a bordo pista
si trasformano in un tunnel sfocato
Il sudore negli occhi ingradisce
la linea immaginaria da tagliare.

Poi due ombre colorate a sinistra,
ed un’altra che ti butta giù dal podio.
Disteso sopra l’erba in mezzo al campo
Bevi il cielo con la bocca e con gli occhi.

E comprendi quanta vita può passare
anche solo in un decimo di secondo.