Accettare il fallimento

Sabato scorso, mentre tornavo a casa in auto, ho sentito uno spezzone di trasmissione.
Non ricordo tutti i dettagli, ma la trasmissione era “Prendila così” su RadioDue (condotta da Diletta Parlangeli e Francesco De Carlo), avevano ospite in studio, Francesco Lancia, un autore radiofonico che fa parte della Compagnia Stabile I bugiardini e parlavano di “improvvisazione”.

Il tema generale della puntata era il fallimento.

Francesco Lancia, spiegando come funziona la scuola di improvvisazione, ha raccontato che chi segue i loro corsi, per un anno e mezzo lavora sull’accettazione del fallimento.
Il motivo è chiaro. Se mentre sei sul palco continui a temere di sbagliare o di non riuscire, la creatività è bloccata. Nel caso di un copione mandato a memoria, con una mano dai colleghi o dal suggeritore, ti puoi riprendere. Ma se stai improvvisando il castello di carte crolla miseramente.

Ha poi eseguito un esercizio semplicissimo: ha chiesto alla conduttrice di inventarsi una bella storia e lei si è bloccata. Allora le ha posto la cosa in modo diverso, facendole delle domande generiche e lasciando lei libera di dire quello che voleva. E magicamente ne è uscita una breve storia buffa.

Il senso dell’esperimento è che quando abbiamo paura di fallire sentiamo la responsabilità sulle nostre spalle e ci blocchiamo.

Accettare il fallimento come passaggio fondamentale di ogni crescita è il primo passo verso la creatività.

Il termine fallimento è legato a quello di sconfitta. E accettare il fallimento suona come una cosa da vigliacchi.

Ma non lo è.

E per restare in tema teatrale, il buon Amleto si interrogava tra essere o non essere, tra vivere e morire, tra fare e non fare.
Io credo che sia cento volte meglio fallire mentre si tenta che rinunciare prima di provarci.

Oggi penso e ripenso su questo tema. Sto cercando di trovare tregua.
Mi sono reso conto di aver fallito in un progetto importante, probabilmente il più importante, di questa fase della mia vita.

Ma come ho già scritto altrove, la vita è fatta di tutti i passaggi che attraversiamo, e anche da questo devo imparare.

Sarà una lezione che terrò bene a mente: mi è stata insegnata nel modo più doloroso possibile.

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