Effetto osservatore

bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto

Il mondo si divide in due categorie (alla fine di questo post vi racconto da dove viene questa frase che ci siamo sentiti ripetere mille volte*): quelli che vedono il bicchiere mezzo vuoto e quelli che lo vedono mezzo pieno.
Ed io appartengo alla seconda categoria.

Ogni cosa, e non dico certo una novità, è buona e cattiva a seconda di chi la guarda. L’osservatore fa la differenza.

[Anche qui si potrebbe fare una digressione sull’effetto osservatore o Effetto Hawthorne nella meccanica quantistica, ma mi limito a segnalarvi questo link].

Appare evidente che un certo evento, ad esempio l’arrivo della polizia, genera sensazioni diverse nei presenti coinvolti (nel nostro esempio tra l’aggressore e l’aggredito).
Ma l’effetto osservatore va oltre. Essere ottimisti o pessimisti cambia il modo in cui ci approcciamo ad un evento.

Il mondo è discretamente pieno di pessimisti, di “bicchierevuotisti” per coniare un nuovo vocabolo, di persone che vedono sempre le dinamiche negative collegate ad un fenomeno.

“Piove” “Finirà che le verdure nell’orto marciranno”

“Abbiamo finito presto oggi” “E anche oggi niente straordinari in busta paga”

Insomma, avete capito il genere.

Uno direbbe che questo atteggiamento negativo può solo far sorridere gli altri, invece è profondamente dannoso. L’essere negativi si propaga rapidamente. Una persona negativa, quando racconta un evento ad un amico, ne dà la versione peggiore.

“Insomma, a fine giornata ha iniziato a piovere e, sinceramente, non so come andrà a finire. Io, per non sbagliare, sono andato al supermercato e ho fatto scorta di surgelati”

Le notizie negative si propagano rapidamente, molto più rapidamente di quelle positive, ed ottengono reazioni negative.

“Hai visto che il Comune ha fatto pulire la strada” “Beh, era ora. Sono anni che viviamo nella sporcizia, e comunque non hanno ancora pulito nella strada vicina, e poi vedrai quanto poco durerà e dovremo di nuovo aspettare decenni”

Credo abbiate capito il meccanismo.

Essere positivi, invece, rende più facile la vita a te (se non altro riduci la quantità di stress autoprodotta) e non generi l’effetto catastrofe.

C’è un’altra famosa frase, che dice “preferisco essere pessimista e venir sorpreso che essere ottimista e venir deluso”.

È vero. L’ottimista rischia di veder trasformare le sue idee in illusioni, mentre il pessimista non si illude e di conseguenza non viene deluso (è la teoria del pessimismo difensivo).

Ma, di nuovo, parliamo di percezioni non di fatti.

Il numero di volte in cui si prenderà una fregatura è lo stesso, sia che tu sia ottimista sia che tu sia pessimista.

Quello che cambia è come tu vivi il tempo dell’attesa.

Io preferisco vivere serenamente, aspettandomi il meglio dalla vita. Quando (eventualmente) dovrò ricredermi avrò le batterie cariche per affrontare i problemi.

E tutto sommato sono stanco delle persone che si lamentano sempre e, se succede qualcosa di buono lo sminuiscono, se succede qualcosa di cattivo quasi gongolano nell’aver avuto ragione.

Credo che siamo persone tossiche, che inquinano il mondo attorno a loro.

E in questa fase della mia vita, preferisco allontanarmene.


Post Scriptum * vi avevo promesso una spiegazione e la citazione con cui inizio il pezzo è tratta da un grande classico del cinema, Il buono, il brutto e il cattivo, un capolavoro firmato da Sergio Leone con protagonisti eccezionali (tra tutti Clint Eastwood) uscito nel 1966.
Ad un certo punto Joe, il buono, interpretato da Clint Eastwood, dice: “Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava”. E fa parte di una delle tante frasi che passeranno alla storia tratte da quel film. 

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto.

Vado, l’ammazzo e torno.

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