Il farfallino più famoso d’Italia

Una recensione dell’ultimo libro di Luca Mercalli, Salire in montagna, dove racconta il lungo viaggio per restaurare una casa in Val di Susa

Salire in montagna

Dopo la morte del critico d’arte Philippe Daverio, il titolo di farfallino più famoso d’Italia è passato a Luca Mercalli, lo scienziato e metereologo che spesso è ospite in televisione e che da anni si batte per convincere l’opinione pubblica della necessità di agire subito per contrastare il degrado del nostro pianeta.

Devo dire che l’uomo mi sta antipatico: con quel suo atteggiamento snob da primo della classe, da signorino so tutto io, mi sembrava quanto di più lontano si potesse pensare rispetto ad un divulgatore scientifico. Sentendolo parlare, però, dovevo accettare il fatto che fosse incredibilmente preparato (sono anche andato ad un paio di sue conferenze), ma il mio rapporto con Mercalli era un misto di stima e fastidio.

Un bel giorno, però, stavo discutendo su come fosse importante inserire la variabile “ecosostenibilità” in ogni nuovo progetto e il mio interlocutore mi aveva citato l’ultimo libro di Mercalli, che io mi ero rifiutato di comprare.
Richiamato al dovere, sono passato dalla mia libraia di fiducia e, un po’ con sorpresa, ho scoperto che lo aveva disponibile.

Salire in montagna

Sono tornato a casa con la mia bella copia di “Salire in montagna” che era stato pubblicato nel 2020 e, ancora per un paio di settimane, l’ho lasciato vagare sul tavolo del soggiorno, sul comodino, sulla scrivania. Fino a quando, un mattino mentre facevo colazione, ho letto la dedica: “Ai montanari per scelta”… insomma sembrava fosse stato scritto apposta per me.

Per farla breve, non solo ho letto tutto d’un fiato il libro, ma sono andato anche a scavare nella libreria di un’amica per trovare altri libri di Mercalli.

Salire in montagna è un agile saggio che spiega nel sottotitolo il tema generale: “prendere quota per sfuggire al riscaldamento globale”.

Ma l’approccio, più che di un testo scientifico, è quasi romanzesco: un diario personale dell’esperienza di Mercalli e di sua moglie Sofia che, nel marzo del 2017 vedono una casa in un piccolo borgo della Val di Susa e decidono, con un processo alquanto lungo e macchinoso, di acquistarla, restaurarla e finalmente iniziare ad abitarla.

E’ una storia appassionante, almeno per chi ha vissuta un’esperienza analoga.
La premessa è che scegliere dove vivere non può prescindere dalla valutazione delle mutazioni climatiche in corso. E similmente, scegliere come ristrutturare una casa, non può essere un mero esercizio estetico, ma deve considerare l’ecosostenibilità del progetto e dell’abitazione.

Lo stile di Mercalli è diretto. Non ha peli sulla lingua e non teme di risultare antipatico. Questo rende il libro assolutamente credibile. Mercalli è un uomo di città che però sta virtuosamente cercando di recuperare un rapporto più sano con il territorio. Vuole evitare sprechi e inquinamento. Vuole vivere in un piccolo borgo ma senza rinunciare al suo lavoro.
Nella sua visione, internet è una priorità esattamente come la tenuta termica di tetto e serramenti.

Ogni capitolo, poi, svela il modo di ragionare dell’autore, l’approccio scientifico ai problemi e alla ricerca di una soluzione. Infine, cosa da non trascurare, ogni tema legato alla casa è lo spunto per allargare lo sguardo alla situazione attuale.

Un libro godibilissimo che mi sento di consigliare a tutti, ma che è obbligatorio per chi ha comperato o sta comperando casa nelle Terre Alte.

Salire in montagna, di Luca Mer calli
Einaudi Editore
196 pagine / 17,50 euro

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